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Dal punto di vista indiano, ogni autore che si rispetti, dovrebbe indicare chiaramente all'inizio del suo libro qual'è lo scopo o prayojana dell'esposizione stessa, per motivare i lettori a compiere lo sforzo della lettura. Una disciplina o l'opera che ne tratta è degna di essere studiata se è utile, ed utile soltanto se serve a realizzare uno dei quattro puruydrtha o fini dell'esistenza umana:
* l'amore o il piacere (kéma),
* il profitto o il potere (artha),
* l'adempimento della legge morale (dharma)
* la liberazione dalle rinascite (mokya).
Per mostrarne l'utilità, gli autori Ayurvedici sottolineano la grande importanza che lo studio dell'Ayurveda ha in rapporto a questi quattro fini: le malattie ostacolano il raggiungimento di qualsiasi scopo, accorciando la vita e quindi limitano anche il tempo a disposizione per chi per esempio vuole praticare l'ascesi o studiare i testi sacri.
La salute è il presupposto fondamentale di ogni attività finalizzata, e la medicina, che dà forza, benessere e longevità, è utile sia in questo mondo che dopo la morte: in questo mondo, essa permette di perseguire a piacimento i propri obbiettivi; dopo la morte, grazie alle buone azioni e ai riti compiuti durante la vita, si può aspirare al cielo o ad una rinascita migliore.
Ayurveda = letteralmente significa il sapere, la scienza (veda), che concerne la vita (ayus), in sanscrito il termine che traduce la nostra parola vita è Evana, significa più propriamente durata di vita, longevità, una vita piena e felice che giunge al suo termine in modo naturale. E compito del medico far vivere i suoi pazienti il più possibile, oltre a permettere loro di godere pienamente di ciò che l'esistenza offre.La vita non ha una durata illimitata, ma è determinata da fattori generali e individuali: fra i generali, il più importante è l'era cosmica (YUGA) nella quale ci troviamo ; fra gli individuali, la costituzione fisica e psichica del paziente. Delle quattro ere cosmiche che si susseguono ciclicamente, la nostra, il Ka\-
la chirurgia
2> oftalmologia -
3> la medicina generale (kayacikitsa),
4> la demonologia o psichiatria (bhutavidya),
5> la pediatria (kaumarabhrtya),
6> la tossicologia (agadatantra),
7> la sezione degli elixir e dei ricostituenti (rasayana),
8> la sezione degli afrodisiaci e dei trattamenti contro la sterilità (vajikarana).
Il Re Dhanvantari, senza svelare come ha ricevuto l'ottuplice insegnamento, chiede ai discepoli quale parti dell'Ayurveda desiderino conoscere. La risposta è un la chirurgia, radice (mula) di tutte le altre discipline. Il re riconosce la mitica anteriorità e quindi la supremazia delle cure chirurgiche: furono prestate a de e antidei, che si erano feriti combattendosi furiosamente, nonchè a Yajna, sacrificio personificato, la cui testa era stata tagliata da Rudra e poi riattaccata miracolosamente dagli Asvin.
L'Ayurveda non si limita ad essere un modo diverso di curare, che può riuscire là dove altre medicine falliscono: esso insegna una particolare concezione dell'uomo e dell'universo, quindi occupa un posto importante nella storia del pensiero dell'India e dell'umanità.
La Filosofia dei 3 Dosha ( le tipologie corporee}


L'ayurveda divide le persone in 3 tipologie, ognuna ha particolari caratteristiche fisiche, nergetiche, mentali, psichiche, e reagisce in modo proprio alle terapie.
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